La Macchina Sognante
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#Sagarana

da Sagarana "Una fiaba d'inverno", di Antonello Piana

01/01/2020

Per festeggiare il ritorno di Sagarana in rete, proponiamo un racconto di Antonello Piana.   UNA FIABA D’INVERNO Antonello Piana   Tutto ebbe inizio quando improvvisamente venne meno il professor Rosenstein.
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"Mobral" racconto di Julio Monteiro Martins, trad. Reginaldo Cerolini, con commento sulla Nuova Destra Brasiliana

22/12/2018

Il 28 ottobre del 2018 Jair Bolsonaro è stato eletto presidente del Brasile e proprio da oggi, primo gennaio 2019, prenderà posto alla direzione della nazione. Quest’uomo, ex militare di estrema destra, definito a buon titolo Trump do Brazil (Trump brasiliano), non ha mancato di palesare le sue riserve sull’omosessualità, che detto per un paese dove la libertà di genere fa parte dell’identità nazionale da prima ancora dei diritti LGBT significa con la maggioranza dei voti essere ripiombati immediatamente in un’atmosfera da dittatura.
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"Scrivere un saggio è un atto dell'immaginazione" di Zadie Smith

27/09/2018

SCRIVERE UN SAGGIO È UN ATTO DELL’IMMAGINAZIONE Affetta da “nausea per il romanzo”, Zadie Smith si chiede se il saggio mantenga le sue promesse Zadie Smith   Perché i romanzieri scrivono saggi?
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ALLE FONTI DELLA LETTERATURA BRASILIANA RECENTE Intervista a Julio Monteiro Martins

31/12/2017

MM) Com’è oggi il Brasile, anche rispetto agli altri paesi latinoamericani? Com’è cambiato il suo ruolo dagli anni ‘70 ad oggi? “La prima considerazione da fare è che i nuovi paesi, soprattutto quelli con popolazione numerosa come India, Brasile e Messico, sono realtà in veloce evoluzione.
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Sagarana, ovvero della Letteratura secondo Julio Monteiro Martins (Rosanna Morace)

29/09/2017

La nostra rivista è uno degli ultimi ponti rimasti intatti su un abisso che sembra stia per inghiottire le pulsioni più generose della nostra civiltà […]. Finché esisteranno ponti come «Sagarana», gli uomini e le donne potranno ancora attraversare la tragedia senza il rischio di scomparire nel buio delle sue crepe.
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Storia e guerre del mio popolo (Ferreira Gullar)

29/12/2016

Per ricordare Ferreira Gullar, considerato tra i più grandi poeti del Brasile contemporaneo, scomparso il 4 dicembre 2016, riprendiamo uno dei suoi scritti selezionati diversi anni fa da Julio Monteiro Martins e pubblicati su Sagarana.
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Julio Monteiro Martins e gli scrittori- 2 scritti apparsi in Sagarana (Amara Lakhous e Julio Monteiro Martins)

01/10/2016

In questo quarto numero del contenitore di scritture dal mondo “La macchina sognante” che segna un anno dall’inizio della nostra avventura vorremmo mettere in evidenza l’importante contributo degli scrittori e delle scrittrici, senza i quali il contenitore non esisterebbe.
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UN ROMANZIERE POSSEDUTO DA UN POETA. RICORDO DI JULIO MONTEIRO MARTINS (Lucia Cupertino)

27/12/2015

UN ROMANZIERE POSSEDUTO DA UN POETA. RICORDO DI JULIO MONTEIRO MARTINS di Lucia Cupertino   Mi accingo a scrivere un omaggio al caro Julio Monteiro Martins a distanza di sei mesi dalla sua scomparsa.
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Tu stanca nelle gambe (Elvira Bianchi)

27/12/2015

TU STANCA NELLE GAMBE Elvira Bianchi   Tu stanca nelle gambe hai camminato troppo con catini smaltati sulla testa e figli piccoli cinque attaccati alle tue gonne lui ti ha preso giù alla vigna che avevi quindici anni il fieno profumato e anche il suo fiato che ansimava di vento tutta la vita era davanti in schiuma d’oro nelle onde e in terra fertili da strappare agli acquitrini hai imparato a cucire di pedale chinata sulla Singer abiti da sposa con le apprendiste ragazzine di mano svelta agli aghi a giocare a mosca cieca con i nastri apparecchiavi la sera al suo ritorno burbero coi cani il fucile seduto sul letto da oliare con un panno e sempre più muta e fiacca tu gli invecchiavi grata con la croce di piccoli rubini al collo bianco sono arrivate le bombe una mattina dal cielo di settembre il maschio più piccolo e più amato quello lentigginoso con gli occhi stretti di miopia ti ha portato limoni all’ospedale diroccato di cipressi poi è stato buio e stridore nelle orecchie e rosso di fuoco verso il mare tu stanca nelle gambe sei caduta sulla faccia a braccia aperte come in volo non c’è stato il tempo di salutare i figli questa è stata la tua vita bella io sono arrivata dopo anni e dopo tanta guerra a fare tregua col dolore che non si pronunciava mi hanno dato il tuo nome.
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