da: "Kkeywa" e "La nemesi della rossa" (Carla Macoggi)
28/09/2015
[…] Mi sedetti sulla porta di casa, ad osservare il cielo, oltre il cortile silenzioso, perché dovunque fosse mia madre, anche là l’azzurro era come lo vedevo io, me ne ero accorta osservandolo con attenzione mentre andavo a scuola o mentre andavo dalla zia e dai cugini, le case erano diverse, le facce delle persone erano tutte diverse, le strade non erano mai uguali, ma il cielo sì, era uguale dovunque, era l’unica cosa che stava lì, sempre lo stesso.
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