Rifugiati o migranti? (Teju Cole)
Sto leggendo le ultime opere prodotte da Derrida, in cui permane l’intensità del linguaggio ma si intravede già una svolta verso le questioni più spinose dell’etica. Nel libro “Donare la morte” (1995) si trova un brano straordinario che tocca un elemento ignorato dai media: “… in ragione della struttura e delle leggi di mercato così come essa le ha istituite e le supporta, in ragione dei meccanismi del debito estero e di altre analoghe asimmetrie, la stessa “società” fa morire (il mancato aiuto una persona in pericolo costituisce una differenza trascurabile) lascia morire di fame e di malattia centinaia di milioni di bambini (… ) senza che alcun tribunale morale o giuridico sia mai competente per giudicare qui quel sacrificio, il sacrificio dell’altro per evitare il proprio sacrificio.
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