Giorgio Caproni: Sulla poesia (a cura di Walter Valeri)
31/12/2017
Giorgio Caproni: Sulla poesia Quando fanciullo io venni / a pormi con le Muse in disciplina, tentando i miei primi balbettii poetici nel modesto “scagno” di mio padre, in quella genovesissima Piazza della Commedia immersa nei trambusti mercantili del Porto, davvero non avrei mai osato immaginare o sognare di dover un giorno, in una città di così austere e luminose tradizioni culturali e civili qual è Urbino, e in un’Università tra le più celebrate d’Italia e del mondo, ricevere un alloro il cui inestimabile valore, confesso, non solo – comme de juste – mi fa gonfiar le penne, ma doviziosamente viene a ricompensare, e nel modo meno sperato, i patimenti sofferti nella mia già troppo lunga esistenza, tutta spesa – in epoca storica dissestatissima – in difesa di un ideale (mi si conceda questo termine oggi desueto) che credo, nei limiti delle mie forze, di non aver mai tradito.
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