"Sulla scacchiera di un'epoca a me contraria", poesie da "Bonaccia" di Fabio Strinati
PRELUDIO
La voce arranca, arretra tardiva al tramonto
crepa e sospira,
consuma un tempo nell’ambiguo vuoto circostante,
mentre scompare il vento che lì finisce e straripa.
HO IMPARATO
Ho imparato presto a camminare
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