I Non-Luoghi ai tempi del Covid19
Parlare di Non Luoghi nel bel mezzo di una pandemia che sovverte l’ordinamento sociale vigente implica una sorta di ridefinizione del termine, condizionata da nuove forme di socializzazione. Oggi, in mezzo a un contesto globale gli esseri umani cercano disperatamente di ottenere un contatto meno immediato precisamente in quegli spazi dove una volta il passaggio di esseri umani obbediva ad una necessità d’indole contrattuale, come definito nel 1992 dall’antropologo francese Marc Augé nel suo libro Non-lieux Introduction à une anthropologie de la surmodernité per designare quelle strutture necessarie alla circolazione delle persone e degli oggetti, come autostrade, aeroporti, mezzi di trasporto, centri commerciali, sale d’aspetto e ascensori.
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