Seconda fermata del progetto AfroWomenPoetry: il Togo (progetto a cura di Antonella Sinopoli, selezione a cura di P. Piccolo)

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Nell’ambito della partecipazione di LMS al progetto AfroWomenPoetry a cura di Antonella Sinopoli, offriamo un assaggio di 5 poete che fanno parte della seconda puntata, una fermata in suolo africano che ci ha fatto conoscere una gamma di scrittrici/fabulatrici/ poetry slammers diverse per età, estrazione sociale e poetica tutte provenienti da e che vivono in Togo. Attraverso brevi video in francese lasciamo che le poete si presentino da sole, con le proprie parole, e offriamo poi per ognuna di loro una loro poesia tradotta in italiano.  Naturalmente per fruire al meglio il progetto nella sua interezza e complessità consigliamo di andare al sito di AfroWomenPoetry


Afi Gbegbi Woetomenyui

Le nozze dello stupro

I

Dolce di seta il lenzuolo m’ispira di lana, di raso, che importa, di basino del Mali Voluttuoso e lussuoso che serve a stringere Forte forte forte Ad attirarlo, a guidarlo Forte forte forte A bendargli gli occhi e a legarlo al letto Musica Che tutto si confonda in una profonda melodia Il lenzuolo, il dramma Il lenzuolo, il dramma Il lenzuolo, il dramma Il corpo avvolto nel lenzuolo Lasciati andare Trascinare, rigirare Ancora, ancora Per terra, dappertutto

II

Catturo il profumo Prodotto divino, prodotto sacro Magico ed efficace Qualche goccia Una miscela da centellinare e hooo Nei suoi occhi, nelle sue orecchie, nei pori della pelle Come lo profumo Come profumo ogni piega del suo corpo La mano posata delicatamente sulla lama Da donna risoluta Non codarda, no Ma fortunata e velenosa Donna forte Che affronta ogni situazione Da donna risoluta Che spazza via ogni ostacolo sul suo cammino Che prevede minuziosamente l’avvenire Che avanza senza rimpiangere il passato Ritirata la lama, eccolo evirato

III

Prendi la biancheria Rossa di sangue nera di carbone o bianca di neve Raccogli questi fili di pizzo che adornano le principesse vergini Che esse consumino tutto il suo sangue Che non lascino sfuggire goccia alcuna Che non le lascino disperdere

IV

Che le stelle del firmamento esplodano sopra la mia testa Che prima che la terra mi inghiottisca Che tutti i sogni giungano al termine Ho appena ucciso lo stupro Nella solitudine della mia stanza Aiutatemi a scavare una tomba Grande e profonda fino a toccare il magma Questa notte si celebreranno le nozze dello stupro e di Lucifero.

***

Le nozze dello stupro [Les noces du viol, di Afi Gbegbi Woetomenyui], traduzione di Giovanna Molinelli


Ayeva Falak

 

Noi siamo l’Africa

Canto di uccelli Melodia di ruscelli Respiro di colli Ritmicità magica Noi siamo quest’Africa lontana Che ogni giorno risuona in me Bambino satollo, Politico corrotto, Bambino scheletrico, Bambino rachitico, Madri obese Madri Gracili Madri senza un tetto Madri dal seno secco Noi siamo la ricchezza di quest’Africa lontana Padri trasandati Figli denudati Cugini agiati Noi siamo l’Africa L’Africa di tutte le contraddizioni L’Africa di tutte le disuguaglianze L’Africa di tutte le uguaglianze L’Africa di tutte le calamità L’Africa di tutte le bellezze L’Africa di tutte le ricchezze L’Africa di tutte le povertà Di tutte le felicità Fiumi straripanti d’acqua sormontati da grappoli sorridenti Torrenti prosciugati, della vita privati Noi siamo l’Africa, Noi siamo la vita

***

Noi siamo l’Africa [Nous sommes l’Afrique, di Ayeva Falak, traduzione di Giovanna Molinelli


Djeri Wapondi

 

Belle e bestie

Bestia da soma a servizio dei gadget dei consumi Esposta agli sguardi, senza testa e senza cuore nuda agli sguardi di tutti nelle strade Che vengano banditi i video clip L’industria pornografica continua a produrre La donna è il suo unico prodotto, una creazione femminile geocentrica Guida gratuita della biancheria intima le sia nocivo il prodotto cosmetico Al solo scopo di essere ricca Lavora per un paio di granelli Si lavora più per un pezzo di pane che per la Dea Le mie terre madri vogliono mettere sotto la Francia Saartadji, Batman, pace alla vostra sofferenza

Qui, tutto è pronto Per essere Lei si fa festa La bella e bestia

Schiava dei tempi moderni, la donna! Se ci penso, mi daranno della barbara Abbelliscimi, uomo, Che sono una bambola Barbie, allargami le gambe olia, urla, gemito! Ascolta, buon appetito. Divora la mia fauna, a condizione che alla fine Mi rimangano qualcosa da mangiare e un po’ di denaro Professore, stuprami pure se vuoi Spero di poter memorizzare le tue lezioni

Capo o collega, molestami pure Infatti vengo assunta solo grazie al mio fondoschiena Amico maschio, rimorchiami, drogami, disonorami finché ne sei ossessionato Sei comunque codardo e brutale Mie care sorelle, siate alte e forti come l’Himalaya.

Qui tutto è pronto Per essere Lei si fa festa La bella e bestia. Fonte e diritto alla vita, onore La dignità non è monetizzabile, un orrore Il dollaro e l’euro ci sottomettono in modo immondo Scambiare l’umano con il valore di una merce non fa che crollare la borsa dei valori. Prezioso simbolo del diritto dell‘uomo equazione perfetta dell’eguaglianza del genere femminile! Apri il tuo cuore alla coscienza Se la gallina lascia il gallo cantare il giorno è perché lei glielo ha insegnato con amore Ognuno ha la sua parte e la sua missione nella società Solo le leonesse dal cuore d’agnello rimarranno delle torce e delle sentinelle

Qui tutto è pronto Per essere Lei si fa festa Le belle e sentinelle.

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Belle e Bestie [Belles et Bêtes, di Djeri Wapondi], traduzione di Milena Rampoldi


Marcelline (Macy) Mensah-Pierucci

 

Senza punti di riferimento

Le città si distruggono La gioventù si esaurisce Il suo avvenire ferito Spezzato dal filo spinato

La ricerca insensata del largo Mette tutto il pericolo da parte Ovunque il marasma e la miseria Fanno annegare il minimo punto di riferimento

Un tale miraggio nel mezzo del deserto Mette in forse l’orizzonte Il villaggio globale Non genera che illusioni

Africa, madre Africa Non negare la tua immensa miseria Non contare il tuo malessere Affronta le tue paure e i tuoi pianti

Il mondo senza di te non ha futuro I tuoi figli ritorneranno a te Raddrizzeranno i gagliardetti Ricostruiranno le nazioni.

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Senza punti di riferimento [San repères, di Marcelline Mensah-Pierucci], traduzione di Maria Luisa Vezzali


Miman Myriam Fabiola

 

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La mia bellezza bizzarra

L’espressione della bellezza e della sensibilità È la conseguenza logica dell’ingegno Il sapere di ogni artistica creazione Ha bisogno di molta pratica

Risalta l’abilità di ogni destrezza Forza, potenza, piene d’astuzia Intelligenza presenza della scienza La garanzia di una buona competenza

La maestria è racchiusa nel dono Un dono più forte del piombo Ti dona una professione Che ognuno modella a modo suo

Genio della poesia Autore industrioso Con una buona tecnica Uno schema sempre di moda

Coi colori della natura Il pittore dipinge una caricatura Degli oggetti della natura

Lo scultore non resta mai nell’ombra di una grande architettura

Lo stile è l’architettura Lo sforzo è la scultura Il bello è la pittura Il segreto è la letteratura

L’insieme delle parole in musica Mi invogliano a danzare a teatro

Cantare al cinema Fare slam al circo

Scrivere della seduzione per combattere

La maestria è racchiusa nel dono

Un dono più forte del piombo Ti dona una professione Che ognuno modella a modo suo

Le bellezza bizzarra La mia bellezza bizzarra Si vive nell’arte Si vive d’arte Mia bellezza bizzarra, ti amo

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La mia bellezza bizzarra [Mon beau bizarre, di Miman Myriam Fabiola], traduzione di Giovanna Molinelli


Riguardo il macchinista

Pagina archivio del macchinista


Pina Piccolo è una traduttrice, scrittrice e promotrice culturale che per la sua storia personale di emigrazioni e di lunghi periodi trascorsi in California e in Italia scrive sia in inglese che in italiano. Suoi lavori sono presenti in entrambe le lingue sia in riviste digitali che cartacee e in antologie. La sua raccolta di poesie “I canti dell’Interregno” è stata pubblicata nel 2018 da Lebeg. È direttrice della rivista digitale transnazionale The Dreaming Machine e una delle co-fondatrici e redattrici de La Macchina Sognante, per la quale è la cosiddetta macchinista -madre con funzioni di coordinamento. Potete trovare il suo blog personale digitando http://www.pinapiccolosblog.com