FIUMI DI CIGNI (“Ríos De Cisnes”)
di Paulo Huirimilla
Traduzione di Lucia Cupertino (I-V) e Maria Rossi (VI-X)
I.
Il fiume dei cigni che scema la sua schiuma
Al mare della pagina bianca
Fruga con la cresta rossa e il collo nero
nei segni della lametta.
Gabbiani gridano nel rosseggiare autunnale
Che ha sfogliato gli alberi.
Il fiume dei cigni ha ridotto la sua portata
Le loro piume le ha portate via la nera marea.
I.
El río de cisnes que baja su espuma
Al mar de la página blanca
Hurga la roja cresta y el cuello negro
En los signos de la lamilla.
Gaviotas vocean en el arrebol del otoño
Que ha deshojado los árboles.
El río de cisnes ha disminuido su caudal
Su plumaje se lo ha llevado la negra marea.
II.
Gli insanguinati cigni del fiume
Non possono più vendere le loro verdure
Ormai le acque con cui irrigano
sono foderate di metallo.
Piombano quegli uccelli nel cortile
Di un bambino cigno poeta che lo avvolge
nel suo bianco sguardo.
II.
Los ensangrentados cisnes del rio
Ya no pueden vender sus verduras
Pues las aguas con que riegan
Están forradas con metal.
Aterrizan aquellas aves en el patio
De un niño cisne poeta quien lo envuelve
Con su blanca mirada.
III.
Mio figlio Uccello Rapido si sveglia e disegna
Quattro uccelli dal collo nero
Uno è sua madre che lo carica sulle spalle
Un altro sono proprio io che seguo e dirigo l’acqua
Il vento e le nubi del paesaggio:
un uccello come questi assorti
dal sole nel disegno.
III.
Mi hijo Ave Veloz que amanece dibuja
Cuatro aves de negro cuello
Una es su madre quien lo lleva arriba de su espalda
Otro soy yo mismo quien sigue y dirige el agua
El viento y las nubes del paisaje:
Un ave de estas somos ensimismados
por el sol en el dibujo.
IV.
Il segno del cigno di cui parla Martínez
appare ma non come significante
Forgiato è dunque anche l’uomo
Che vede al bordo del sentiero
Quattro creature volare
Sotto lo stesso linguaggio.
IV.
El signo del cisne del que habla Martínez
Aparece y no como significante
Troquelado también es el hombre entonces
Que ve en la orilla del camino
Cuatro criaturas volando
Debajo del mismo lenguaje.
V.
Il lago formato dal sangue di Licarayén1
Sprofondata l’acqua e la terra
Depredate
A questi uccelli canta Lucila2
Nella lingua dei Licanantay3 e del mondo
Perchè solo restano loro
Altri
Sono stati sfollati da legge e carabina
Verso la brulla Cordigliera affinchè dimenticassimo
Ciò che è nostro.
V.
El lago formado por la sangre de Licarayén
Hundida el agua y la tierra
Expoliadas
A cuyas aves canta Lucila
En el idioma de los Licanantay y del mundo
Porque sólo quedan ellos
Otros
Han sido desplazados por ley y carabina
A la cordillera pelada para que olvidemos
Lo nuestro.
VI
Mallarmé il tuo progetto poetico assoluto
è stato forse
scrivere di migliaia di cigni in inverno
con molteplici parole in una sola pagina
o recitare poesie a memoria
che rappresentano i segni dell’immaginazione
come Rubén Darío o Alfonsina Storni
il cui sogno di fronte al mare si respira in silenzio.
VI.
Mallarmé tu proyecto poético absoluto
Pudo tal vez ser
Escribir sobre miles de cisnes en invierno
Con múltiples palabras en una sola página
O decir de memoria poemas
Que representen los signos de la imaginación
Como Rubén Darío o Alfonsina Storni
Cuyo sueño frente al mar se respira en silencio.
VII
Ascolta Lucila Fantasma ho gia’ caricato
il cervo in spalla
E dall’altro lato un Pingangu*4*
color albino
Mutro*5* lo definiamo
Figlio di un uccello incanto
Allontanatosi dal margine del lago
Amare l’oca
che non vola tra le paludi
Ora coperto da pesante metallo.
VII.
Oye Lucila Fantasma ya he subido
Al huemul al hombro
Y al otro lado a un Pingangu
Color albino
Mutro le decimos
Hijo de un ave encanto
Que ha salido al borde del lago
Amar a la gansena
Que no vuela en los humedales
Ahora cubierto de pesado metal.
VIII.
Volteggio nel deserto dell’isola come un cigno nero dalla cresta rossa.
Svolazzo alla ricerca della laguna immaginata.
Ho visto in questo altri cigni neri dalla cresta rossa.
guardare il mondo nelle sue quattro direzioni.
Una la vedo danzare e cantare come lo faceva sua nonna
e le nonne delle nonne
e dipingere una tela bianca con molti punti di colore
che sono i sogni paralleli dei miei nonni desaparecidos
che parlano attraverso la mia saliva.
Hanno rubato i figli dei cigni neri dalla cresta rossa
Li hanno fatti volare verso le città e badare il loro gregge
Uccelli fratelli che non sono tornati.
Nuotino ora i cigni Koori*6* con tutti i serpenti arcobaleno
che li hanno creati
Cerchino sotto acqua l’alga
che li farà respirare eternamente contro l’oblio.
Il cigno nero dalla cresta rossa mi appare in un’altra isola
in una pagina
Ma il suo colore è più luminoso della ribellione.
VIII.
Doy vueltas en el desierto de la isla como el cisne negro de cresta roja.
Alrededor vuelo buscando la laguna imaginada.
He visto en esto otros cisnes negros de cresta roja.
Ver también el mundo con sus cuatro direcciones.
A una la veo danzar y cantar como lo hacía su abuela
y las abuelas de sus abuelas
y pintar una tela blanca con muchos puntos de colores
que son los sueños paralelos de mis abuelos desaparecidos
quien hablan por mi saliva.
Han robado a los hijos de los cisnes negros de cresta roja
Lo han hecho volar a las ciudades y cuidar su ganado
Aves hermanas quienes no han vuelto.
Que naden ahora los cisnes Koori con todas sus serpientes del arco iris
Que las han creado
Que busquen por debajo del agua el alga
Que las hará respirar eternamente contra el olvido.
El cisne negro de cresta roja se me aparece en otra isla
en una página
Pero su color es más luminoso que la rebeldía.
IX
Lennon vede due cigni completamente bianchi nel
Tamigi
Canto per loro mentre si alza la
pioggia
e la polizia raccoglie i
corpi
degli alienati di questo mondo che
vedono quei segni che nuotano nel paesaggio di
questa lugubre città vigilata.
IX.
Lenon veo dos cisnes completamente blancos en el
Thames
Yo les canto mientras se levanta la
lluvia
y la policía recoge los
cuerpos
De los enajenados de este mundo quienes
ven aquellos signos que nadan por el paisaje de
esta lúgubre ciudad vigilada.
X.
In coppia vanno per il mare i neri colli
e i corpi nuotano tra i sargassi e la pagina nera
La pioggia acida bagna le loro piume e loro si beccano
cercando un pezzo di arcobaleno nell’acqua
risalgono bordando il fiume e si bagnano dopo la pioggia
questo nostro uccello a cui un poeta ha detto di tagliare il collo
e un musicista ha fatto ballare in un lago
anche io li chiamo dalla spiaggia di cipressi pietrificati
e loro ci seguono e spiccano il volo
nell’aria coperta di fumo e cenere…
X.
De dos andan en el mar los negros cuellos
Y los cuerpos nadan por entre los sargazos y la página negra
La lluvia ácida moja su plumaje y ellos se picotean
buscando parte del arco iris en el agua
suben a orillar el río y se bañan después de la lluvia
esta nuestra ave que un poeta ha dicho cortarle el cuello
y un músico la ha hecho danzar en el lago
yo mismo las llamo desde la playa de los petrificados alerces
y ellas nos siguen y emprenden vuelo
por el aire cubierto de humo y ceniza.
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Juan Paulo Huirimilla (Isla de Calbuco, 1973) poeta mapuche, autore di El Ojo De Vidrio (2002), della insigne antologia poetica Palimpsesto (2005) e di Weichapeyuchi ul: cantos de guerrero: antologia de poesìa politica mapuche (2012). Il suo lavoro mescola in modo surrealista elementi del modernismo francese, della cultura popolare occidentale e riferimenti alla cosmologia Mapuche. La sua opera è diffusa a livello nazionale e internazionale, inclusa in antologie e pubblicazioni online. Attualmente è professore presso l’ Universidad de Los Lagos in Chile.
Approfondimenti sull’opera di Huirimilla:
1 Il frammento V fa riferimento al mito mapuche del sacrificio della principessa Licarayén che, secondo la leggenda, fu consumato per placare Peripillán, lo spirito malevolo che aveva attivato il vulcano Osorno.
2 Lucila Godoy Alcayaga, vero nome di Gabriela Mistral.
3 Abitanti della regione dell’Atacama.
4 Termine che indica il cigno nella lingua dei Mapuche, il Mapudungun
5 In Mapudungun
6 Nome usato da una popolazione aborigena australiana per autodefinirsi.
Immagine in evidenza: foto di Teri Allen Piccolo.


