Salvaro, dicembre 2015
MONTE SOLE
Scappiamo
ma il mondo è qui in questa pozza d’acqua
che si allarga
in questa mano come culla
che accarezza la montagna
Se cadi ti raccoglieranno
i falchi che ti hanno vista prima di me
qualcosa nella terra ti sarà radice e riparo
e poi ancora
il fuoco e la paura di una morte grande
che ci attraversa il sangue
e preme per farci scappare
E’ qui il mondo raccolto e disseppellito
dai secoli
ci tiene dentro il suo seno con il fiato caldo
mentre il freddo viene a prenderci piedi e pensieri
così distanti così superflui
così.
E’ una lunga attesa che ci aspetta
un’ attraversata in fila indiana
di tutto il nostro confonderci col mondo
il nostro essere arrivati inesorabilmente per ultimi
ultimo scricchiolio di una catena che si spezza
Così il mondo è già qui
in un chicco bianco, in un mattino qualunque
nel quale qualcuno nasce e qualcuno muore
qualcuno apre la finestra
qualcuno si siede fuori a respirare il giorno
Sarà ancora quella mattina del 1944
dove pensavamo di non tornare più di non essere più
di non avere più parole né capelli
di essere sprofondati dentro il ventre della terra
Sarà ancora senza numeri
lo stesso sgomento e le stesse foglie
gli occhi che cercano di non vedere
le orecchie che non sentono
la pancia che morde
Sarà lì su di un sentiero
che questa montagna ci saluterà di nuovo
come un cappello alzato
e che io fingerò di essermi addormentata
per non dover rispondere
al saluto
E’ qui che abbiamo già dimenticato le orge di sangue
la supplica dei superstiti
l’avvertimento dell’uomo all’uomo
l’ancorarsi delle mani a queste pietre
le impronte che ci guidano tra gli alberi
E’ qui che siamo
come il fischiettare di nessuno
il vento che fa ritorno a casa
E’ qui che ti accolgo
come l’ultima profezia
di un’esistenza piccola raccolta ferita
il battito d’ali della falena
e della luna girata di schiena
di un nonnulla
in cui appena
mi
stringo
di Elena Cesari, inedito, per gentile concessione dell’autrice
Nota
Tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944 in un area circoscritta di paesini attorno a Monte Sole nell’appennino bolognese, i nazifascisti della 16°divisione corazzata granatieri delle SS al comando del generale Walter Reder, massacrano 770 persone, in massima parte donne, vecchi e bambini. Gli storici hanno definito il massacro di Monte Sole “ la più grande strage di civili compiuta durante la II guerra mondiale nell’Europa occidentale”.
Oggi in quest’area, da allora rimasta completamente disabitata, sorge il Parco Storico di Monte Sole.
Parco Storico di Monte Sole http://www.parcostoricomontesole.it/
Scuola di pace di Monte Sole http://www.montesole.org/
Foto in evidenza di Melina Piccolo.

