Cuor di pesce saltellante - poesie di Debora Reggiani

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Illuminazione


Perdersi, ritrovarsi

anni si volgono in

giorni flebili,

eppure mai così

intensi..

Le stagioni del cuore

non conoscono

un rosso più denso.

Se mi fermerò ai bordi

del fiume in corsa,

sarà solo

perché voglio tentare

di afferrare l’ultima

onda,

la più impetuosa che,

implacabilmente,

al mare conduce




Al tramonto, spero

“Lasciami prosciugare quel mare,

non più fratello

della mia innocente corsa sul molo

con gli amici correvo per giungere primo.

Ora invece, il desiderio svanisce

Di fronte al dirompente dubbio del

Partire o restare intanto Esisto.

Qui ed ora.

Bombe attraversano l’aria, missili squarciano

Il cielo,domani la mia mano

Non sfiorerà il fucile che già mio fratello toccò.

Perché se sparo

Sento che morirò in ogni piccolo frammento del mio essere.

Allora non mi capacito e stringo i pugni, un tempo dita aperte,

carezze d’incanto sulla pelle di Fatiha,

pelle di pesca la sua.

Raggrinzite le mie mani che non toccano cibo da giorni,

vuota la Medina, mi domando: Via, ma quale?   

Tortuosa quella intravista ieri, sul barcone

Arrugginito direzione isola di Sicilia.

Ma se non scelgo quella, qui ritrovo il Deserto,

E il sangue che lo riveste.”


Poesia del reale


Mi si diceva un tempo,

non c’è concretezza.

In me, sai davvero.

Hai tu forse, dubitato di

Quell’onda fiancheggiante

La barca?

Ti rincorre, ti stuzzica, volendoti

Assalire alfine.

Puoi solo sfuggirle.

Ti pare irreale

L’immenso abisso

Che di tesori è colmo?

Poiché la tua anima occhi non ha,

non puoi scorgere

oltre la scarna

superficie di una roccia.



Fazzoletti di gioiapesce


Invitanti, ammiro

Triangoli impastati al sole rubati

Illuminare gaiamente volti

Compiaciuti di serena follia in discesa

In Rio Major da basso.

Cuor di pesce saltellante a cercar alga

Trova invece rete

A cui resistere non sa…

Ecco: le narici solleticate

dall’abissale aroma,

l’effluvio invade l’anima.

L’irresistibile tentazione è

Già ora,

imbrigliata in gioiosa

bocca vorace.

E odora di eterno.



Spiegando(ti) le Ali


“Esiste l’ uno col suo vociare,

seguito dallo sguardo guardiano di colui che il potere esercita.


Nell’ andirivieni di blabla

La sola vera #teoria si incarna

Nell’ urlo.

Non piu’ imploso.


E che non imploro mani tese

Se trasudano #sangue.


L’ unica vera radice s’ aggrappa

Alla tremula foglia

Che ultima, pare vestita

Di sudata,

Sentita, compatta


#Libertà.”



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Debora Reggiani nasce nel 1975;  fino all’età di quindici anni studia poesia di autori classici prediligendo la fusione di elementi melodico- musicali nell’apprendimento. Inizia la stesura dei componimenti poetici nel 1990 scegliendo uno stile improntato alla composizione raffinata e all’armonia degli opposti. Dal 1998 emerge la raccolta “Spicchi di emozione, catturati”. E’ poi, del 2001 la raccolta “Soffio vitale”.  Incessante diviene l’opera di scrittura dal 2001 al 2005: la scelta verte su alcune poesie come ”Note ondivaghe”, caratterizzate da una maggior ricerca stilistica. La massima espressività lirica giunge però, con altre due poesie: “Scavando in solco” e “Disgelo”. – Ha iniziato a fare teatro a 24 anni sotto la supervisione di F. Tagliavini, intraprendendo  diversi corsi e stages teatrali,che la portano a un percorso di attrice dialettale per tre anni, fino al 2009. Ha composto recitals e letture recitate nei ristoranti con l’ausilio di musicisti (ad es. il violino). Oggi Debora vive e lavora di antropologia del vivere, nata come operatrice di accoglienza, cresciuta come docente di italiano per stranieri, è operatrice non-profit e fund raiser presso l’Associazione Mondattivo, di cui è presidente. Cogliendo spera, anche in essa, il frutto poetico.”








Foto in evidenza di Melina Piccolo.

Foto dell’autrice a cura di Debora Reggiani.


Riguardo il macchinista

Pagina archivio del macchinista


Pina Piccolo è una traduttrice, scrittrice e promotrice culturale che per la sua storia personale di emigrazioni e di lunghi periodi trascorsi in California e in Italia scrive sia in inglese che in italiano. Suoi lavori sono presenti in entrambe le lingue sia in riviste digitali che cartacee e in antologie. La sua raccolta di poesie “I canti dell’Interregno” è stata pubblicata nel 2018 da Lebeg. È direttrice della rivista digitale transnazionale The Dreaming Machine e una delle co-fondatrici e redattrici de La Macchina Sognante, per la quale è la cosiddetta macchinista -madre con funzioni di coordinamento. Potete trovare il suo blog personale digitando http://www.pinapiccolosblog.com