In questa raccolta d’esordio, come ci viene ricordato nella prefazione di Valerio Di Lorenzo e dall’autore stesso nella sua nota, assistiamo a un poetico romanzo di formazione sentimentale del giovane poeta Stefano Labbia. Utilizzando un linguaggio diretto che non concede molto alla tradizione, l’autore ci fornisce dei flash del suo percorso amoroso, ritratti sintetici, spesso legati ai tratti psicologici salienti dell’innamorata. Non sempre Stefano Labbia riesce ad attirare e mantenere l’attenzione del lettore e per questo la raccolta beneficerebbe di uno sfoltimento: in diversi suoi componimenti si nota ancora una ricerca stilistica agli esordi, un ricorrere talvolta a metafore ed immagini un po’ logore. Quando invece si allontana da una ‘narrazione’ dei sentimenti e da una sorta di esaustiva elencazione delle tipologie d’incontro amoroso che hanno caratterizzato la sua biografia, riesce spesso a creare un lessico amoroso e metafore originali ed efficaci. Non di rado con una pennellata è in grado di ricostituire certi stati d’animo, di solito connessi non alla frenesia o alle gioie d’amore quanto all’ostacolo o alla mancanza, a una contrarietà. Ad esempio, abbiamo già nel titolo della poesia Controra un ‘meriggiare’ poco propenso a incontri metafisici ma il più prosaico suggerimento di sieste indesiderate che portano ad un’esclusione, un essere chiusi a chiave fisicamente e metaforicamente dal ‘cuore cerbero’ dell’amata (il tutto dopo l’allusione al balcone che dovrebbe riecheggiare ben altri esiti amorosi). A livello stilistico abbiamo poi anche interessanti concatenazioni di assonanze, in versi come “… gli incensi accesi nella tua attesa”; metafore efficaci come “l’odio che ci macera come canapa nell’acqua” (che a volte però rischiano di essere eccessivamente esplicative); “[l’amore] che ti mangia il petto con uno sguardo”; il sentimento dell’incertezza descritto nella poesia “Tempo incerto”, un amore inspiegato “tenuto segreto e scoppiato in un pianto” in cui è interessante lo spostamento di senso provocato dall’uso amputato dell’ultimo participio che suggerisce un amore che esplode dai limiti più che un più logico scoppiare del pianto. Ne “il profumo d’aloe incredibile” di una stagione persa” potrebbe quasi esserci un richiamo alle origini brasiliane del poeta. Senz’altro un esordio promettente.
Controra
Controra.
Tra salsedine e quel balcone chiuso a chiave:
nessuna possibilità di fuga,
di aprire il cuore cerbero della donna irosa…
nessuna speranza…
Inverno
Di quest’inverno ricorderò le ignorate menzogne,
gli incensi accesi nella tua attesa,
l’alba propizia e la notte infausta;
la cautela e la sbadataggine,
la tempesta e la quiete,
l’amore, il vortice in cui tutti finiamo, prima o poi,
e l’odio che ci macera come canapa nell’acqua…
e la festa che brillò, la neve del cuore
di chi ama per la prima o per l’ultima volta…
e la città coi suoi lumi
che diventò presepio, in inverno…
tutto questo solo d’inverno.
nell’inverno più lungo della mia vita.
Tempo incerto
Ci assomiglia, questo tempo incerto,
questo cielo indefinito,
avvolto in un turbinio di colori…
in tanto,
in troppo,
in tutto.
Fogli volanti,
accartocciati rabbiosamente,
ingialliti dalla stella a noi più vicina,
scossi dal vento:
è stato già detto tutto, ancora una volta.
Musica:
anima celeste della terra e unica salvezza estiva,
fiato dopo fiato,
nota dopo nota.
Tempesta nel cuore
Tempesta nel cuore,
pioggia che fa marcire.
arida e procace fiora, confusione femminile.
Amore inspiegato, sì, è così quello vero,
che ti mangia il petto con uno sguardo:
tenuto segreto e scoppiato in un pianto.
Grazie
Sei tu che mi doni forza,
ali di fiato, stella speciale,
favola antica, nuovo battito:
natura viva in un cielo assonnato,
tra le rossastre nubi.
Nient’altro conta quanto te
Ho contratto, da te, l’amore per le piccole cose:
battiti e controbattiti di chi ti ama,
di chi sa tutto di te
e ti guarda con amore,
di chi può farti solo del bene.
E nient’altro conta quanto te,
né regali o feste, a cui posso rinunciare…
Ma non a te,
non a te.
Gli intensi attimi
nella stagione persa
profumo d’aloe incredibile,
veritiera d’essenza,
olio e fonte unica
dell’enorme peripezia,
della cinica vita che brucia gli intensi attimi.
Gli
intensi
attimi..
di Stefano Labbia, da " Gli orari del cuore",
Stefano Labbia è un giovane autore di origine brasiliana: classe 1984, è nato a Roma ed ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie, “Gli Orari del Cuore” nel 2016 per Leonida Edizioni. Scrittore e sceneggiatore, è al lavoro sulla sua prima serie televisiva originale inglese di stampo teen drama, dal titolo “Fear”, di cui è unico ideatore e sceneggiatore. Nel 2017 pubblica “I Giardini Incantati” per Talos Edizioni. Vive tra Roma e Londra. Collabora con la testata online 2Duerighe.com dal 2016 per cui scrive nella sezione spettacolo (cinema e teatro). Ha inoltre collaborato alla stesura e all’ideazione di “Rivka” (Serie Italiana – 2016 di Agnese Pagliarani), “Boh” (Sitcom – in finale all’Infinity Film Festival 2016 di Mediaset – Idea, regia e sceneggiatura – 2015 / 2016), “Butterfly Lies” (Tv show - ideatore e sceneggiatore, 2015 / 2016 – UK), “Safe” (Soggetto e sceneggiatura – Tv Show - USA – 2015 / 2016), “American Inn” (Soggetto e sceneggiatura originale – Sitcom – USA – 2015), “Life Goes On – La Vita va Avanti” (Soggetto e sceneggiatura originale – Film – 2015), “(R)Evolution” (Soggetto e sceneggiatura originale – 2015 - Film), “Police Assault” (Soggetto e sceneggiatura originale - Tv Show – USA – 2014), “WMW – What Men Wants” (Tv Show – UK – soggetto e sceneggiatura – 2016) e “Strings” (co-autore con Agnese Pagliarani, Sitcom, 2016).
Foto in evidenza di Melina Piccolo
Foto dell’autore di Andrea Falcone.


