La Macchina Sognante
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Ma, per caso, che hai fatto dopo che sei morto, somalo? (Gentiana Minga)

11/09/2015

Ma, per caso, cosa hai fatto dopo che sei morto, somalo ? Hai visto i treni, quei musi seri per aria, serpenti libertini che passano la Manica senza essere fulminati?
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da: Le viti di Sebastiano (Carmelo Militano)

11/09/2015

[…] Una mattina Sebastiano ebbe la sensazione che qualcosa non andava, o che almeno ci fosse qualcosa di diverso da quello a cui era abituato negli ultimi mesi. Il suo compagno di camera non era a letto che russava, naturalmente poteva essere che non fosse rientrato da una delle sue bisbocce notturne per i saloon di Main Street.
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Come l'Ambi si trasformò in Paisley (Shailja Patel)

11/09/2015

da: Migritude: un viaggio epico in quattro movimenti. Prima parte: Quando parla il Sari-La Madre 1. Come l’Ambi si trasformò in Paisley Tutto ebbe inizio con una lacrima versata nella città di Babilonia.
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La terapia dello scrivere e l'energia positiva: intervista ad Alejandra Alfaro Alfieri di Bartolomeo Bellanova

10/09/2015

Sono a Firenze in un tiepido pomeriggio di sole di settembre per incontrare la poetessa, scrittrice e disegnatrice argentina Alejandra Alfaro Alfieri. Alejandra nasce a Buenos Aires nel 1989, si trasferisce con la famiglia a Lima all’età di cinque anni dove vive fino al 2011 e oggi vive a Roma.
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Ammettere il non-umano (Andrew Joron)

08/09/2015

Può esistere un qualcosa in grado di attraversare la linea di demarcazione tra natura e cultura senza per questo essere ridotta o a una o all’altra delle due? Che ’la natura’ sia almeno in parte un costrutto umano sembra evidente alla maggior parte di chi opera nei settori umanistici, mentre la maggioranza degli scienziati continua a sottoscrivere a una debole forma di positivismo acritico che consente ai “fatti” naturali di sembrare esenti da mediazione culturale.
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Le Burrneshe: Essere (racconto) La natura delle realtà (poesia) di Eliana Leshaj, Foto e video di Paola Favoino

08/09/2015

Essere Se lei me ne avesse dato la possibilità, avrei iniziato a scrivere cosi: “bussai un giorno alla porta di una casetta imbiancata a calce…cercavo uno.” Seguivo Jose, Lumturin e un uomo assai disponibile, del quale non ricordo più il nome.
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camminata notturna a sunnyside (raphael d'abdon)

08/09/2015

un lampione arrugginito getta una spugna stanca sull’angolo della strada mi siedo su una panchina e scambio due parole con alain il mio fratello del burundi ha un banchetto sul marciapiede
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Clandestine (Eloisa Guidarelli)

06/09/2015

Prima della grande onda mi sono impressa nella mente gli occhi d’agata di mia madre e le sue morbide labbra colore delle amarene, prima dell’ultima onda avevo immerso la mia mano fino al polso nell’acqua nera come un’immensa pupilla, poi distratta dalla mia piccola sorella scura a cui per tutta quella notte ho tentato di cancellare ogni paura, le dicevo che avremmo mangiato tanto, che avremmo dormito al caldo, che il mare era nero solo perché era notte, ma domani, domani avrebbe fatto a gara con il blu del cielo, e io che cosa mi dicevo, e io che cosa mi dicevo, troppo bambina per concepire la fine, troppo grande per ascoltare altre favole, avrei voluto consolare mia madre, ma lei era spezzata, a cavallo di quella sottile soglia dove non si sente più alcun dolore, quando ogni speranza è morta, quando con la morte muore anche ogni stupore, non riusciva però a guardarci per la colpa, e io avrei voluto dirle che non mi importava di morire se avessi potuto avere il suo sorriso, ma lei teneva le mani sulla nostra gatta che non finisse in acqua, un occhio blu e uno giallo, la nostra gatta.
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da: "Elevator" (Lucia Grassiccia)

06/09/2015

Dal capitolo Un giovane portiere (anni e anni prima, quaranta per essere precisi) La sera mi tiene compagnia l’abat-jour sul comodino, che negli ultimi tempi trema per un difetto della lampadina e rende più vivaci, calde le mie letture.
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