Tiro sassi
ai cigni
che abitano
le mie lagune
mentali
ma i sassi
diventano
lagune
e le lagune
altri cigni
che fuggono a piedi
per delle terre inospiti
*
Tiro piedras
a esos cisnes
que habitan
mis lagunas
mentales
pero las piedras
se convierten
en lagunas
y las lagunas
en otros cisnes
que huyen a pie
por una tierra baldía
*
Arte poetica
Una vacca pascola nella nostra memoria
il sangue le esce dalle mammelle
il paesaggio è stato ucciso da uno sparo
La vacca continua il suo tran tran
la sua coda scaccia la noia
il paesaggio resuscita al rallentatore
La vacca se ne va dal paesaggio
continuiamo ad ascoltare i suoi muggiti
la nostra memoria ora pascola
nella sua immensa solitudine
Il paesaggio abbandona la nostra memoria
le parole cambiano nome
restiamo lì piangenti
sulla pagina in bianco
Ora la vacca pascola nel vuoto
le parole le stanno sulla groppa
il linguaggio si burla di noi
*
Arte poética
Una vaca pasta en nuestra memoria
la sangre escapa de las ubres
el paisaje es muerto de un disparo
La vaca insiste con su rutina
su cola espanta el aburrimiento
el paisaje resucita en cámara lenta
La vaca abandona el paisaje
continuamos escuchando los mugidos
nuestra memoria pasta ahora
en esa inmensa soledad
El paisaje deja nuestra memoria
las palabras cambian de nombre
nos quedamos llorando
sobre la página en blanco
La vaca pasta ahora en el vacío
las palabras están montadas sobre ella
el lenguaje se burla de nosotros
*
Cicatrici di guerra
A volte
quando mi ubriaco
le parole mi riportano a casa
in un vecchio triciclo di legno
E invece di togliermi le scarpe
e di mettermi a letto
come si fa in questi casi
mi lasciano a terra nel giardino
pieno di formiche
e con la faccia attaccata
a una lampadina del prato
Ti sta bene, scrivi brutte poesie
mi dicono
e se ne vanno camminando e ridono
abbracciate
alla mia ultima birra
*
Cicatrices de guerra
A veces
cuando me emborracho
las palabras me traen a casa
en un viejo triciclo de madera
Y lejos de quitarme los zapatos
y acostarme
como ocurre en estos casos
me dejan tirado en el jardín
lleno de hormigas
y con la cara pegada
al foco del alumbrado
Eso te pasa por escribir malos poemas
me dicen
y se marchan caminando y riendo
abrazadas
a mi última cerveza
*
Cartelli stradali
Se ti perdi nel bosco del linguaggio
pensa alla poesia che ti piace di più
e dilla ad alta voce
Le parole ci portano per mano
mi grida Dio
da una stella a pedali
Arrivato all’ultimo verso
troverai l’uscita
*
Señales de ruta
Si te pierdes en el bosque del lenguaje
piensa el poema que más te guste
y dílo en voz alta
Las palabras nos llevan de la mano
me grita Dios
desde una estrella a pedales
Cuando llegues al último verso
encontrarás la salida
*
Rallentatore
Il signore col gilet triste
non dà più da mangiare ai colombi
la domenica pomeriggio
Ora ha trovato una vedova giovane
con cui spera di passare i suoi ultimi giorni
distesi sul letto a mangiare mele
La domenica pomeriggio
ritorna in quella piazza
dando il braccio all’amata
e si siede sulla stessa panchina
a raccontare la stessa storia
che prima ripeteva ai suoi colombi
La donna ascolta imbambolata
ogni parola che si affaccia alla bocca del suo eroe
Il paesaggio incrocia le braccia
il vento abbassa la testa e sbadiglia tra gli alberi
il pomeriggio esce a sgranchirsi le gambe
le colombe lo guardano con nostalgia
*
Cámara lenta
El señor del chaleco triste
ya no da de comer a las palomas
los domingos por la tarde
Ahora ha encontrado una viuda joven
con la que espera pasar sus últimos días
tendidos en el lecho y comiendo manzanas
Los domingos por la tarde
vuelve a aquella plaza
del brazo de su amada
y se sienta en el mismo banco
a contar la misma historia
que antes repitiera a las palomas
La mujer escucha embelesada
cada palabra que asoma por la boca de su héroe
El paisaje se cruza de brazos
el viento cabecea y bosteza entre los árboles
la tarde sale a estirar las piernas
las palomas lo miran con nostalgia
Mario Meléndez è nato a Linares, in Cile, nel 1971.
Ha studiato Giornalismo e Comunicazione Sociale e, dopo aver vissuto per vari anni in Italia, ora risiede a Santiagodel Cile, dove dirige la Fondazione Huidobro.
Ha pubblicato varie raccolte di poesia, tra le quali: Apuntes para una leyenda, Vuelo subterráneo, Un día volveré a tus ojos (Un giorno ritornerò ai tuoi occhi, trad. di E. Coco, Raffaelli 2013) El circo de papel (Il circo di carta, trad. di E. Coco, ibidem 2015), La muerte tiene los días contados (La morte ha i giorni contati, trad. di A. Metaponte, ibidem 2013), Esperando a Perec (Aspettando Perec, trad. di R. Vaselli, ibidem 2015), Altre sue poesie sono apparse in riviste di letteratura latinamericana e in antologie nazionali e straniere.
Nel 1993 ha ottenuto il Premio Municipale di Letteratura nel Bicentenario di Linares. Agli inizi del 2005 è stato pubblicato dalle prestigiose riviste “Other Voices Poetry” e “Literati Magazine”. Nello stesso anno ha ottenuto il premio “Harvest International” alla migliore poesia in spagnolo assegnato dall’University of California Polytechnic, negli Stati Uniti.
Oltre che in italiano, la sua opera è stata tradotta anche in inglese, francese, portoghese, olandese, tedesco, rumeno, bulgaro, persiano e catalano.
Testi contenuti in M. Meléndez, El mago de la soledad. Antologìa poética, Valparaìso, Messico, 2017 e gentilemente concessi dall’autore.
Traduzione e selezione a cura di Stefano Strazzabosco
Foto dell’autore a cura di Mario Meléndez.
Immagine in evidenza: Foto di Teri Allen Piccolo.


