NEGRO MOMENT VOL.II J. LORD, DON PERO

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Ascolto Lil Beby The Bigger Picture e Lil Tjay F.N., crude fotografie della realtà piene di lirismo, mentre osservo lo scenario del mondo aumentare il carico di tensione COVID-19 con la tensione militare crescente tra USA e Russia. Gli esseri umani, almeno quelli al potere, non finiscono di stupirmi per inattualità e sicumera. Cosa cerco nel Rap, e nella Trap? Cerco di sentire il canto della voce umana che denuncia, fa riflettere, diverte, fa ballare, mostra, stupisce e disarticola la realtà, in una parola cerco una forma d’evasione dalla necrofilia del mondo, anche quando, spesso, la Trap con tratti cupi ed un’estetica da sobborghi esorcizza questo incarnato sentimento di morte. Lo scenario continua a mutare con produzioni degne di attenzioni, fra queste oggi ne presento due.

J Lord lo scugnizzo di Napoli

J Lord (Lord Johnson, sedici anni) Ghanese adottato da una famiglia italiana, è presente in rete dal 2020 con la bella e poco notata London, l’efficace Figli del passato (prod. Krous), ha poi tirato fuori  _ Zona_ (prod. Krous). Il sodalizio con il produttore Dat Boi Dee con cui ha fatto la perfetta Gangster, ha segnato un passaggio importante ma il salto di qualità che unisce la perfezione espressiva della sua vocalità decisa alla base di Dar Boi Dee è con _Sexteen ch_e con un video originale mostra il salto di qualità. La sua particolarità è la tradizione di un rap con chiari legami con la tradizione internazionale rap e il fatto che canti in ‘lingua’ napoletana. A tutti piace il fatto che un nero canti in dialetto1, come fenomeno esotico e curioso2 quando, non un simbolo autoreferenziale dell’integrazione. Ecco noi evitiamo questi esotismi, J Lord è un rapper impressionante per testi, articolazione lessicale e flow e che canti in napoletano aggiunge solo specificità ai contesti che descrive, siamo davanti ad un artista infatti3. Recentemente è uscito, a dicembre 2020, con My G. Qui proponiamo il testo di Sexteen.

SEXTEEN

[Intro] Quante anne tiene? Fifteen, sixteen, uah ‘O tiempo conta: fifteen, sixteen, uah E primme guaje a fifteen, sixteen, uah Lasciai ‘a city a fifteen, sixteen, uah

[Strofa 1] A quinnece anne areto a Sant’Antonio Vide ‘a uno ca se pippa ‘o grammo adoppo te racconta mille storie Ca simmo cuorpe sazie e saje nun ce fa impressione niente Si tiene VVS oppure ’e stelle ’e na Givenchy Passavo ogni serata a fa ’e sciocchezze Mo ca repenso, tutto chello nun teneva sеnso Mammà ca cucenava a tutt’’e paesanе ‘int’a na home E nu cliente me dicette: “A vuò vede na cosa?” Era nu fierro ‘int’a nu panno ca addurava ’e rosa ‘E primme colpe a tre lattine, me sentevo ‘ruosso Vulevo ‘o munno ‘int’a na mano, ‘o vulevo a ogni costo Pe’ chesto ccà chi cresce ampresso vedeva morte adoppo, nigga

[Ritornello] Quante anne tiene? Fifteen, sixteen, uah ‘O tiempo conta: fifteen, sixteen, uah E primme guaje a fifteen, sixteen, uah Lasciai ‘a city a fifteen, sixteen, uah Quante anne tiene? Fifteen, sixteen, uah ‘O tiempo conta: fifteen, sixteen, uah E primme guaje a fifteen, sixteen, uah Lasciai ‘a city a fifteen, sixteen, uah

[Strofa 2] Ah, a sidece anne aggio capito Aggia accuminciato a diventà nu poco friddo ch’’e cumpagne Chi te vo bene viene appriesso Pure si nun tiene niente, stongo ch’’e buone e ’e malamente Prima mettevo canotte cu’ nu jeans tutto largo ‘Int’‘o villaggio messicano, scennevo cu’ na palla Stevo cu na signora, nomme ’e battesimo che è Anna Pigliavo ’e sorde d’‘a mamma e facevo ‘a parte d’‘a mamma Saje me ne passo ‘o cazzo ’e quanto se sentono bianche Nun me ne fotte ’e nisciuno, chello che voglio m’‘o piglio Sidece anne parono quaranta, ma sî ancora piccerillo Nigga, you know

[Ritornello] Quante anne tiene? Fifteen, sixteen, uah ‘O tiempo conta: fifteen, sixteen, uah E primme guaje a fifteen, sixteen, uah Lasciai ‘a city a fifteen, sixteen, uah Quante anne tiene? Fifteen, sixteen, uah ‘O tiempo conta: fifteen, sixteen, uah E primme guaje a fifteen, sixteen, uah Lasciai ‘a city a fifteen, sixteen, uah

Don Pero o i colori della periferia

Don Pero, comparso nella feat Sorrisi falsi (prod. Samuele Campis) con Mxo nel 2020, ha poi conquistato un pubblico con l’immediata e bella Tutto grigio (prod. Lhor)( 25.897 v) e più recentemente nel dicembre 2020 con Vita mia (prod. DizelBeatz) (134.771 v.). Di questo artista mi colpisce la capacità di armonizzare con la base e la particolarità delle rime aperte ad una descrizione intimista e corale, per nulla scontata. Ha propriamente rime dense della vita con un respiro poetico insolito e godibile. Scelgo tra le due sue canzoni il testo di Tutto grigio, solo perché non è online il testo di Vita mia (molto indicativo).

TUTTO GRIGIO

[Intro] Uo-oh oh-oh Ye yay ye yey Ya ya Vorrei saltare la fila ma rimango fuori Vorrei vedere amore tra i miei genitori Non sai come stanno i ragazzi soli Vengo da dove vengono i ragazzi fuori

[Strofa 1] Oggi SR è grigia come Milano centro Non porto il portafogli no tanto è vuoto dentro Voglio cambiare vita fra strappo il documento A casa non manca nulla ma non trovo me stesso Ho detto al mio migliore amico che c’ho troppa fame Mi ha tirato pietre quando ho chiesto pane Sembravano carezze ma erano lame Non capisci di che parlo se non sbagli strade Sembra che la mia penna scrivi con coscienza Ho imparato che a vincere è chi usa la testa Dai palazzi vedo il mare dietro a una finestra Attendo con ansia che sia la mia festa

[Pre-Ritornello] Seh, ah, che sia la mia festa Attendo con ansia che sia la mia festa Seh, seh, che sia la mia festa Come è bello il mare mosso da quella finestra

[Ritornello] Da questi palazzi sembra tutto grigio E in fondo vedo il mare quindi mi avvicino Sembra tutto grigio nei quadri che dipingo E non vedo più i colori che vedevo da bambino Sembra tutto grigio sembra tutto grigio Cresciuto troppo in fretta sembra tutto grigio Ho saltato pure un anno quando ero all’asilo E non vedo più i colori che vedevo da bambino

[Post-Ritornello] Sembra tutto grigio in mezzo a queste strade In fondo io di azzurro-uo vedo solo il mare Cercando la luce continuo a cercare L’ho scritto sul mio corpo-uo è il nome di mia madre

[Strofa 2] Voglio fare i soldi perchè è quello che manca I miei comprano fake i vestiti di marca Per chi ha fame come me il pane non ci basta SR è come Milano è solo un poco più calda Seduti su una panchina stanno fuori a fumare Mentre penso che strano le popo in vista sul mare Ho un amico che la vende è sia fratello che padre Voglio una vita migliore non mi basta campare Vedo il cielo grigio fra devo colorare Non c’avevo palle ora ho scelto di osare Sto aspettando la svolta come aspetto l’estate Come aspetto da una vita un “bravo” da mio padre

[Bridge] Mi raccomando Giampier, stai attento a casa Comportati bene, non fare cazzate Studia e cercati un lavoro Stai attento, ciao

[Ritornello] Da questi palazzi sembra tutto grigio E in fondo vedo il mare quindi mi avvicino Sembra tutto grigio nei quadri che dipingo E non vedo più i colori che vedevo da bambino Sembra tutto grigio sembra tutto grigio Cresciuto troppo in fretta sembra tutto grigio Ho saltato pure un anno quando ero all’asilo E non vedo più i colori che vedevo da bambino

Immagine di copertina: Foto di Nicoletta Lofoco dalla fotogallery di questo numero.


  1. Come il caso dell’editoriale NewBlackMan(in Exile) che dedica a Chris Obehi una video-intervista perché inteso come abile cantore in lingua di musica siciliana. ↩︎

  2. La sua particolarità ha colpito tanto da essersi meritato già la notorietà di vari magazine: Musicafanpage, Rockit, Realrapitaliano. ↩︎

  3. Sono d’accordo, con la profonda analisi critica di Musicafanpag, che lega il suo stile alla scuola americana, piuttosto che a quella francese, e allo stile narrativo di un Kendrick Lamar. ↩︎


Riguardo il macchinista

Pagina archivio del macchinista


Nato in Brasile 1981, Reginaldo Cerolini si trasferisce in Italia (con famiglia italiana) divenendo ‘italico’. Laureato in Antropologia (tesi sull’antropologia razzista italiana), Specializzazione in Antropologia delle Religioni (Cristianesimo e Spiritismo,Vipassena). Ha collaborato per le riviste Luce e Ombra, Religoni e Società, Il Foglio (AiBi), Sagarana, El Ghibli . Fondatore dell’Associazione culturale Bolognese Beija Flor, e Regista dei documentari Una voce da Bologna (2010) e Gregorio delle Moline. Master in Sceneggiatura alla New York Film Academy e produttore teatrale presso il National Black Theatre. Fondatore della CineQuartiere Società di Produzione Cinematografica e Teatrale di cui è (udite, udite) direttore artistico. Ha fatto il traduttore, il lettore per case editrice, il cameriere, scritto un libro comico con pseudonimo, l’aiuto cuoco, conferenziere, il commesso e viaggiato in Africa, Asia, Americhe ed Europa.

Reginaldo Cerolini