A un mese di distanza dai grandi incendi che hanno colpito la foresta amazzonica, proponiamo ai lettori e alle lettrici de La Macchina Sognante un inserto speciale di approfondimento, con l’auspicio di offrire contributi per collocare questi eventi nel più ampio contesto di rappresentazioni, dibattiti e immaginari che da anni turbinano in America latina su questioni di sviluppo, antropocentrismo, saperi indigeni, futuri possibili. Accanto a cinque nuovi articoli, interviste, appelli in esclusiva in lingua italiana, corredati da un ricco impianto fotografico, riproponiamo, dai numeri precedenti de La macchina sognante, una decina di articoli sul tema e le sue declinazioni sociali, letterarie, filosofiche, ambientali. L’Amazzonia quale territorio selvaggio è un falso mito dietro il quale si nasconde il mancato riconoscimento di una sinergia equilibrata e positiva tra popolazioni native e natura, conservatasi ma anche trasformatasi nel tempo attraverso complessi dispositivi mitici, simbolici e sistemi di pratiche. Ridurre la selva amazzonica a questo serve piuttosto ad alimentare il mito dello sviluppo capitalistico e, come stiamo osservando, a rompere un equilibrio durato millenni. Questa e tante altre le prospettive aperte dal nostro inserto, addentratevi pure e…buona lettura!
Riguardo il macchinista
Pina Piccolo è una traduttrice, scrittrice e promotrice culturale che per la sua storia personale di emigrazioni e di lunghi periodi trascorsi in California e in Italia scrive sia in inglese che in italiano. Suoi lavori sono presenti in entrambe le lingue sia in riviste digitali che cartacee e in antologie. La sua raccolta di poesie “I canti dell’Interregno” è stata pubblicata nel 2018 da Lebeg. È direttrice della rivista digitale transnazionale The Dreaming Machine e una delle co-fondatrici e redattrici de La Macchina Sognante, per la quale è la cosiddetta macchinista -madre con funzioni di coordinamento. Potete trovare il suo blog personale digitando http://www.pinapiccolosblog.com

