La silloge “Fin dentro il mattino” ci presenta un’autrice raffinata e matura nei suoi versi, ritmi e strofe che srotolano al lettore una tela poetica all’apparenza semplice, ma che nasconde uno studio ricco di simboli, assonanze ed immaginazione. Il testo si compone di cinque parti distinte, anche se tra loro collegate da un comune filo conduttore: la ricerca del senso al di là dell’apparenza delle cose. Nella prima parte l’autrice ci immerge nella bellezza della natura partendo dalle anime e dalla luce per poi estendere lo sguardo alla bellezza e unicità di flora e fauna. Nella seconda parte le poesie sono ispirate a grandi personaggi che hanno lasciato impronte di se stessi nel Novecento; per citarne alcuni: Mario Luzi, Alda Merini, Antonia Pozzi, Rainer Maria Rilke, Margherita Huck. La terza parte unisce il testo poetico alle immagini di opere artistiche tra le più belle di tutti i tempi, è la sublimazione della bellezza attraverso l’opera della mano umana. Si passa dalle sculture del Bernini a quelle del Canova, dai dipinti di Degas a quelli di Van Gogh. La quarta parte è dedicata a Teilhard de Chardin1, il grande pensatore francese che Luzi lesse e studiò con profonda ammirazione. Floriana, in apertura di questa sezione confessa al lettore: “Grazie a lui, alla sua straordinaria visione cosmologica, mi interessai alle teorie dell’evoluzione, alle forze cosmiche, e alla materia. Intuii che quella era la strada che avrei voluto e dovuto percorrere, e così feci. In quest’ottica le mie poesie rappresentano un cammino scientifico-spirituale, un viaggio che guarda al passato e insieme al futuro della nostra specie. La poesia come strumento della conoscenza e del sapere, che abbraccia l’universo intero, intesa come centro universale, nel cuore fondante ed unificante del Tutto. Una poesia ai confini del mondo visibile, con il naso all’insù”. Infine troviamo una parte interamente dedicata a numerosi intensi e sofisticati Haiku dove tornano nella misura tipica di questi brevissimi componimenti giapponesi, gli sguardi su materia e spirito, bellezza e natura.
DALL’OMBRA ALL’OLTRE
Sterminati silenzi
sbalzano
dall’ombra all’oltre,
in una salmodia1 muta.
Su un’unica nota.
LE ANIME E LA LUCE
Nessuno sapeva,
proprio nessuno,
che le anime non permettono
alla luce di essere eterna.
Ai primi raggi del sole
ne tracciano il disegno,
intrappolandola
nel nevischio del tempo,
all’empireo confine dei sogni.
IL SOLE
Sfuma il sole,
tra una parola e l’altra.
Colora e deforma
il caos disordinato
di antiche meduse
alla deriva.
In una sorta di geometria
compatta, inascoltata.
Contro la sua stessa luce
di cui è rimasto prigioniero.
LE CICALE
Ninfali2 melodie
imprigionano
il verde e l’azzurro
delle cicale, pronte
per il primo volo.
Quassù, sulle rupi scoscese,
sul mandorlo e il fico.
Nella pancia
radici e spore d’un sole
rarefatto dal logorio.
Nel naso
l’odore d’un cielo
ancora più lontano.
STANZE CHIUSE
Stanze chiuse.
In attesa che si disfino,
dentro e intorno
all’inerzia
della sfera terrestre.
Senza agire.
In lunghi corridoi
al collasso.
SUL MARE DELL’OMBRA
Sul mare dell’ombra
trasvola e fugge
un esile volo d’ali bianche,
sospinto dai venti
che cerca d’aprirsi un varco
dentro le tenebre.
Argille e morene
precipitano verso valle,
sulle strade grigie della notte,
nello spazio di un destino
disabitato ma che non muore.
(poesia dedicata alla poetessa Antonia Pozzi)
FIN DENTRO IL MATTINO
In acque sotterranee
pulsano realtà sconosciute
– senz’anima –
avvinghiate alle mie ansie,
fra il reale e l’immaginario.
Immerse nelle viscere,
divorate dal tempo e dalla parola.
Il confine
– dalla terra alle radici –
è il loro limite,
dove sono visibili
soltanto i contorni
dell’aurora.
In un folle sonno senza veglia,
fin dentro il mattino.
(poesia dedicata alla filosofa e saggista spagnola María Zambrano)
OLTRE IL VELO DELL’UNIVERSO
Si sono smarrite dentro te
solitarie orbite
senza canti,
nel crepitio delle galassie.
Là, oltre il velo dell’universo.
Oltre le stelle e le comete.
E ancora più lontano.
(poesia dedicata all’astrofisica Margherita Hack)
OSSERVANDO IL GRUPPO STATUARIO “AMORE E PSICHE” DI ANTONIO CANOVA
ETERNO AMORE
Vertigini d’infiniti corpi
sfiorano il candido marmo,
stretti nell’ombra dell’inesprimibile,
al di là delle parole.
Non si può sfuggire
agli sguardi incantati
di Amore e Psiche,
ora in volo sui filari del silenzio,
oltre i respiri segreti di Dio.
TU
Tu sei pioggia
d’aria e d’universo
in questa strana luce
che bevo dalle crepe
d’un cielo timido
che quasi sfiora la terra.
Tu sei magia
filamentosa
che toglie ogni peso.
ETERNITÀ
Tutti i silenzi,
sospesi tra memoria e assenza,
sono racchiusi nella clessidra
di un eterno presente.
Alla volta di nuove terre
e nuovi cieli.
Dominano l’avida materia,
vestendola di luci linde, cristalline.
Luci di un tempo infinito,
nel nuvolato dove tutto si lega,
ritrovandosi.
Gli haiku hanno origini molto antiche: sono poesie nate nel 1600 in Giappone composti da tre versi per complessive diciassette sillabe, secondo lo schema di 5-7-5; una struttura rigida e aperta nello stesso tempo. Nell’haiku il poeta (haijin) fissa un’emozione, un sentimento, raccontando il “molto” in poco spazio.
Disorientata,
fra folle silenziose
trovo riparo.
Senso, non-senso.
Congerie di passioni
senza difese.
Righe di bianco.
Porto via i frammenti
in un altrove.
Gigli stellati
al riparo dal tempo,
li stringo a me.
Puro respiro.
Adagio le palpebre
Sulle parole
Floriana Porta è nata a Torino nel 1975. È poetessa, fotografa, pittrice e collabora con diversi siti e blog letterari. Ha pubblicato cinque libri di poesie e haiku: Verso altri cieli (Digital Book – Edizioni REI, 2013), Quando sorride il mare (AG Book Publishing, 2014*), Dove si posa il bianc*o (Sillabe di Sale Editore, 2014), L’acqua non parla (Libreria Editrice Urso, 2015) e Fin dentro il mattino (Fondazione Mario Luzi Editore, 2015). I temi principali della sua poetica sono: il tempo, le forze cosmiche e la ricerca dell’essenzialità. Ha collaborato con l’Associazione culturale ed educativa Cascina Macondo (che promuove la poesia haiku) e con l’Associazione Italiana del Libro. Attualmente collabora con diverse riviste letterarie, con pittori e fotografi. Si occupa anche di design e di paleontologia.
Foto in evidenza di Teri Allen-Piccolo.
Pierre Teilhard de Chardin (1881-1955) è stato un gesuita, filosofo, geologo e paleontologo francese. Tra i suoi scritti principali spiccano: Il fenomeno umano (considerato il suo principale lavoro), L’energia umana, L’apparizione dell’uomo, L’avvenire dell’uomo, La vita cosmica, L’energia umana, Il cuore della materia e L’ambiente divino. ↩︎
Relativo al secondo stadio della metamorfosi di un insetto. ↩︎

